Il romanzo permette uno sviluppo emotivo. Creare ambientazioni, sviluppare e caratterizzare i personaggi fino a renderli entità dotate di vita propria, generare un mondo dove portare il lettore.
Il romanzo crea un legame profondo tra me e i miei personaggi e allo stesso modo accade a chi legge, che nel procedere delle pagine impara a conoscere, amare o detestare le figure che prendono vita sulla carta.
I racconti sono diversi. Hanno poco a tempo a disposizione per creare legami profondi.
Il grande autore americano Jeffery Deaver amava definire i racconti come le pallottole di un cecchino: rapidi e sconvolgenti. E capaci di colpire direttamente il lettore in un lampo. E credo sia la definizione più giusta.
Confrontarsi con i racconti, per un autore, è anche un po’ mettere alla prova la propria mira da cecchino.
Ho sempre preferito scrivere romanzi piuttosto che racconti.